Bello avere degli amici ;)
[09:59:17] AndyCapp: secondo te ha senso andare ad InfoSecurity o meglio stare a casa a dipingere ?
[09:59:28] UserFormalyKnowAsSecurityGuru: acquarelli, acquarelli
Fatti e non (solo) pugnette
Marco Frattola, esperto informatico e attivista, scrive sul suo blog un post ricco di spunti di riflessione.
Una tantum mi permetto di non essere d’accordo.
Ovvio che come in tutte le cose ci deve essere oltre alla pratica anche una teoria, ma anche i fatti hanno una loro importanza.
Chi ha scritto codice, documentazione, proposto alternative FLOSS nella sua carriera professionale (mettendo in gioco, a differenza del teorico, la sua professionalità, la sua carriera ed anche i suoi soldi) non è forse attivo alla “causa” ?
L’architetto che progetta una casa o una costruzione ecosostenibile non sta facendo ecologia ?
Il cuoco che fa cucina di mercato, che sceglie e conosce i produttori ed i prodotti, è meno attivista di un redattore di SlowFood ?
L’attivismo, l’essere organici ad un progettoa mio parere si manifesta anche (e forse soprattutto) coi fatti: senno poi rimangono solo le pugnette
(non)nascita e (prematura) morte di una radio CC
Verso la fine di luglio 2006 ho iniziato a valutare la fattibilità di una idea: fare una trasmissione radio proponendo solo musica rilasciata sotto licenza CC
Ora per fare una cosa del genere servono relativamente poche cose
una radio che ti ospiti
uno speaker
della musica
Mentre le prime due le ho trovate abbastanza agevolmente (radio a bologna interessate ce ne sono più di una ed io ho una esperienza di vari anni in voce) per la terza ho avuto qualche problemino in più.
In una trasmissione di un ora, cosi l’avevo pensata, passano mediamente dodici brani.
In un mese quindi abbiamo bisogno grosso modo di 35/40 pezzi.
Mi sono fatto e mi sono state fatte due domande su cui mi sono arenato
0) Cosa fai dal terzo mese in poi ?
1) C’è _davvero_ un interesse di pubblico ?
Alla domanda 0 (chiaramente ironica ma non priva di fondamento) ho trovato risposta, nel senso che esistono varie soluzioni che vanno dalla riproposizione dei brani migliori ad interviste ai musicisti o altre persone impegnate nel discorso CC, al farsi segnalare brani dagli ascoltatori ecc ecc
Più difficile invece ho trovato rispondere alla domanda 1: sia chiaro, non è che penso a fare concorrenza a fiorello e baldini per carita, ma un programma deve comunque avere un ascolto almeno in media con quello dell’emittente tutta, altrimenti rimane solo esperimento (più o meno interessante magari) fine a stesso e inesorabilmente verrà cassato alla terza puntata (risolvendo anche la domanda 0, or che ci penso
! )
Parafrasando Elio la mia paura riguardo musica in cc è che siano più quelli che la fanno che quelli che la ascoltano ![]()
Forse una soluzione sarebbe allargare il bacino di utenza attraverso lo streaming internet sostenuto da una mini-campagna pubblicitaria attraverso i soliti canali di blogger, forum e compagnia cantante.
Ho chiesto in giro, mi sono informato, ho contattato ottimi musicisti lieti anche di darmi una mano a reperire e segnalare brani ( gli yue per dovere di cronaca)
Nonostante l’idea continui a piacermi non ho ancora trovato una risposta soddisfacente, quindi ho deciso di barare e girarla ai miei venticinque lettori…
I commenti sono aperti, fiato alle trombe !
La blogosfera come sistema di bolle impermeabili a densità uniforme
Leggendo per sfizio e lavoro un certo numero di blog (ed aggiungerei se mi si permette che ne sono quasi obbligato, oggi la quasi totalità dei siti web non aziendali, ed anche gran parte di essi, sono , o sono autodefiniti, blog) ho sempre più spesso la sensazione che la loro funzione comunicativa sia esaurita in uno spazio definito e ristretto, raramente al di fuori dello spazio autogenerato dal blogroll.
Vedo questo come un restringimento dell’idea originale di rete di informazione decentralizzata quale la blogosfera si proponeva di essere ( anche se un certo senso è piuttosto naturale che seguendo un area di interesse le letture che un lettore farà avranno una distribuzione spaziale che ricorderà grosso modo il diagramma di Hertzsprung-Russel).
Se prendiamo in esame aree tematiche vederemo delle sfere o se preferite un sistema di satelliti senza un centro.
Avevo pensato come prima definizione di questo tipo di blog “blog circolare” ad intendere una specie di circolo chiuso di lettori/scriventi, ma la tridemensionalità della cosa mi serve.
Serve in primis a dare una idea di una possibile implosione verso il centro (che ricordando la definizione di cui sopra diventa un collasso verso il nulla) a seguito di un calo di interesse o di idee od anche di entrambi, e secondariamente rende meglio a mio avviso l’idea di una superficie liscia ed omogenea che, ahimè, spesso racchiude nulla se non una curiosa voglia di protagonismo ed una sorta di continuo bisogno di rassicurazione collettiva.
Forzando la mano, ma forse neppure troppo, scrivere un blog in sistema sferico diventa un surrogato statico della chat ed una sorta di gesto apotropaico versus la solitudine mediatica.
Per decenza non faccio esempi, ma trovare esempi in rete è banale; il tipico meccanismo costruttivo è il seguente
- A scrive una cosa (solitamente un opinine, i blog ormai servono solo per rivestire di opinioni i fatti)
- B scrive about la stessa cosa citando A
- C avvalora la sua tesi citando A e B
Per tre punti passa uno ed uno solo cerchio, aggiungete un po di punti a vostra scelta seguendo grosso modo il ragionamento di cui sopra et voilà la nostra sfera.
Sfera di gente che la pensa uguale, che si conosce tra di loro e che nella autoreferenzialità cerca (ed a loro modo ottiene) autorevolezza.
Cosa rimane allora della blogosfera ?
Appunto un sistema di bolle omogenee nel loro pensare ed esprimere e difficilmente comunicanti tra di loro (vedete per esercizio come viene trattato un commento di un “estraneo” (inteso come uno “fuori dal giro”) in un blog tematico sufficentemente letto)
