Software libero, società e diritti

Dall’associazione culturale ERLug riceviamo e pubblichiamo il testo integrale della mail che sarà mandata a tutti i parlamentari italiani.
Se siete interessati a sottoscriverla fatelo sapere entro mercoledi` 28.

Subject della mail: “software libero, società e diritti”

Onorevole (Deputat[oa]|Senator(e|trice)),

Le scriviamo per sottoporre alla Sua attenzione alcuni temi cari alla
nostra associazione, dedita alla diffusione della cultura informatica
tramite l’uso, lo sviluppo e la divulgazione del cosiddetto “software
libero” ed attiva in quegli ambiti che vedano una interazione tra le
tecnologie della comunicazione e la società civile.

Questa lettera vuole renderLa partecipe di problemi che spesso vengono
percepiti solo come “tecnici”, ma che hanno in realtà un enorme impatto
sulla vita di tutti. Gradiremmo ascoltare la Sua opinione in merito
e saremo altresì lieti di instaurare con Lei un dialogo al fine di
approfondire gli argomenti qui sommariamente trattati e fornirLe
ulteriori spiegazioni, qualora fossero necessarie.
Non esiti dunque a rispondere per commentare la presente o per porci
domande.

Sempre più spesso, negli ultimi anni, tanto i singoli cittadini quanto
il mondo imprenditoriale e le istituzioni si trovano ad utilizzare nuovi
strumenti di comunicazione ed elaborazione dei dati. Pur presentando
innegabili vantaggi, non vanno dimenticati i rischi legati ad un uso
scorretto di questi mezzi; tali usi scorretti possono essere (ed in tempi
recenti sono stati) favoriti ed aggravati da una errata legislazione
in materia.

* Formati Aperti
Andiamo verso una maggiore digitalizzazione della comunicazione tra
la Pubblica Amministrazione ed i cittadini; purtroppo è ancora diffusa
l’abitudine ad utilizzare documenti in formati chiusi, che richiedono
l’acquisto di programmi spesso costosi e che impediscono agli utenti
di scegliere liberamente il software da utilizzare ed alle aziende del
settore di sviluppare un mercato realmente aperto e competitivo.
Questa discriminazione, nonché spreco di risorse pubbliche, può essere
facilmente evitata attraverso una accorta regolamentazione.

* Software Libero (o “Open Source”)
La Pubblica Amministrazione utilizza e sviluppa numerosi programmi per
calcolatore; da un lato è necessario far sì che il software libero (che
garantisce libertà di utilizzo, distribuzione e modifica agli utenti) non
venga discriminato nelle gare d’appalto, dall’altro chiediamo che il
software sviluppato internamente - e quindi con denaro pubblico - dalle
Pubbliche Amministrazioni venga rilasciato con una licenza libera.

* Brevetti sul Software
I recenti tentativi in sede europea di consentire la brevettabilità
del software sono falliti grazie ad una estesa campagna - alla quale
siamo lieti d’aver dato il nostro piccolo contributo - che ha visto
unite società civile, mondo della ricerca, politica, ambiente accademico
ed interessi industriali europei.
Auspichiamo quindi una maggior presa di coscienza affinché in futuro
simili proposte non trovino appoggio, evitando una legislazione che
rischierebbe di soffocare l’industria europea del software e
danneggerebbe la ricerca e, non ultimi, tutti i cittadini.

* Diritti degli utenti
In questi anni abbiamo assistito ad una netta restrizione dei diritti
degli utenti di tecnologie digitali, che ora vengono privati di libertà
che da sempre sono state loro garantite.
Tecnologie ed architetture quali il DRM (Digital Rights Management) ed
il Trusted Computing si stanno diffondendo spinte dagli interessi di
poche grandi corporazioni distributrici di contenuti; già in molti casi
l’uso in senso restrittivo di queste tecnologie è stato avallato da leggi
nazionali ed internazionali, producendo un pericoloso squilibrio tra
il potere dei distributore ed i diritti di artisti e fruitori (la facoltà
dei distributori di vietare la lettura ad alta voce di un testo digitale
è già realtà, ed è solo un piccolo esempio di un problema ben più grave).

In attesa dei Suoi commenti, le porgiamo i nostri distinti saluti e
restiamo a Sua disposizione qualora volesse ulteriori chiarimenti.

Ci riserviamo il diritto di pubblicare e ritrasmettere integralmente
le risposte, al fine di mantenere pubblico il dibattito.

Email: info@erlug.linux.it
Sito web: http://erlug.linux.it/

L’Associazione Culturale Emilia Romagna Linux Users Group (ERLUG),
fondata nel 1999, ha tra i suoi scopi la promozione e la più ampia
diffusione dell’informatica e della telematica, con particolare
attenzione al cosiddetto “software libero”.

June 23rd, 2006 Posted in Software Libero

One Response to “Software libero, società e diritti”

  1. Alessio Bolognini Says:

    Sottoscrivo pienamente quanto scritto nella presente ed aggiungo che oltre ai formati chiusi c’è anche il problema dei driver chiusi, o a volte inesistenti per sistemi operativi linux, come per esempio quelli di alcune stampanti e scede audio (vedi Creative X-fi) che limitano le potenzialità del software libero.



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